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Marca da bollo fattura elettronica 2€: quando va e come pagarla

Due euro che sembrano poca cosa, ma se dimentichi di applicarli o di versarli al momento giusto rischi sanzioni del 30% sull'imposta evasa più interessi. Il bollo sulla fattura elettronica riguarda soprattutto chi emette fatture senza IVA: forfettari, medici, intermediari finanziari, esportatori. In questa guida vediamo quando si applica la marca da bollo da 2 euro, come funziona il bollo virtuale dal 2014, chi paga, come si compila l'XML, come si versa via F24 trimestrale e quattro esempi numerici concreti per ogni categoria di emittente.

Form fattura su Fatturah.it con applicazione automatica del bollo virtuale
Fatturah applica automaticamente il bollo da 2 € quando l'imponibile in regime forfettario supera i 77,47 €.

Quando si applica il bollo da 2 euro

La regola di base la trovi nell'articolo 13 del DPR 642/1972 e nella sua tabella allegata: il bollo da 2 € è dovuto su ogni fattura, ricevuta, quietanza e documento simile quando l'imposta sul valore aggiunto non è esposta. Per le fatture elettroniche questa regola si è semplicemente trasferita dal francobollo cartaceo al bollo virtuale.

Art. 13, n. 1, Tariffa allegata al DPR 642/1972: "Fatture, note, conti, e simili documenti recanti addebitamenti o accreditamenti, ricevute e quietanze rilasciate dal creditore [...] per somme superiori a euro 77,47 — euro 2,00."

La soglia di 77,47 € non è arbitraria: corrisponde alle vecchie 150.000 lire convertite in euro nel 2002. Se l'imponibile della singola fattura supera questo valore e non c'è IVA esposta, scatta l'obbligo. Sotto soglia il bollo non è dovuto, anche se il documento è esente o fuori campo.

I tre scenari principali in cui la fattura "non riporta IVA" sono:

  • Operazioni esenti ex art. 10 DPR 633/72 (medici, professori privati, assicurazioni, locazioni esenti);
  • Operazioni fuori campo IVA per mancanza di territorialità (art. 7-ter DPR 633/72: servizi B2B verso clienti UE/extra-UE);
  • Operazioni non imponibili (art. 8, 8-bis, 9 DPR 633/72: esportazioni, cessioni a esportatori abituali con dichiarazione di intento).

A questi si aggiunge il regime forfettario: per legge il forfettario non addebita IVA in fattura (art. 1 c. 58 L. 190/2014), quindi è il caso più frequente di bollo virtuale nelle micro-imprese.

Tabella scenari: bollo sì o no

ScenarioIVA esposta?ImponibileBollo 2 €
Fattura ordinaria con IVA 22%SìqualunqueNO
Forfettario, fattura 1.500 €No> 77,47 €SÌ
Forfettario, fattura 60 €No≤ 77,47 €NO
Medico (esente art. 10)No> 77,47 €SÌ
Servizio B2B verso cliente tedesco (art. 7-ter)No (fuori campo)> 77,47 €SÌ
Cessione a esportatore abituale (lett. d intento)No (non imp.)> 77,47 €SÌ
Esportazione extra-UE art. 8No (non imp.)> 77,47 €NO (esenzione specifica)
Operazione in reverse charge interno (art. 17 c.6)No (rev. ch.)qualunqueNO

Le esportazioni extra-UE e le cessioni intracomunitarie di beni godono di un'esenzione specifica dal bollo per non penalizzare l'export. Il reverse charge interno non sconta bollo perché il debitore d'imposta è il cessionario.

Chi paga il bollo

Per legge il bollo è a carico dell'emittente: l'art. 22 DPR 642/72 individua nel cedente del bene o prestatore del servizio il soggetto obbligato verso lo Stato. È lui che deve garantire l'assolvimento dell'imposta e risponde in caso di mancato versamento, indipendentemente dal comportamento del cliente.

Nella pratica, però, è quasi universale riaddebitare il bollo al cliente come spesa accessoria: in fattura compare una riga del tipo "Bollo virtuale art. 13 DPR 642/72: 2,00 €" sommata al totale. È legittimo ed esplicitamente previsto dalla circolare AdE 16/E/2015. Il bollo riaddebitato:

  • non concorre alla base imponibile IVA (art. 15 c.1 n.3 DPR 633/72): è una spesa "anticipata in nome e per conto" del cliente;
  • non concorre al reddito del professionista (anche per i forfettari l'addebito di 2 € non aumenta i ricavi);
  • va indicato in fattura ma fuori dal totale imponibile, in una riga separata o nelle "spese accessorie".

Attenzione alla distinzione cruciale: "addebito al cliente" ≠ "obbligo verso lo Stato". Se il cliente non paga la fattura, il fornitore è comunque tenuto a versare il bollo all'Agenzia delle Entrate. La circolare 14/E/2019 ha chiarito che il bollo dovuto matura al momento dell'emissione della fattura, non dell'incasso. Significa che il forfettario con cliente moroso anticipa di tasca sua i 2 € (anche se l'AdE glieli sta già contando per il F24 trimestrale).

I 4 casi tipici di applicazione

Riepiloghiamo le quattro categorie di operazioni che generano bollo, ciascuna con un'inquadratura normativa precisa.

Box A — Regime forfettario (L. 190/2014)
Tutte le fatture superiori a 77,47 € emesse in regime forfettario scontano il bollo: il forfettario per legge non espone IVA, quindi rientra nella regola generale dell'art. 13 DPR 642/72. È la categoria numericamente più grande: oltre 2 milioni di partite IVA in Italia.
Box B — Operazioni esenti IVA (art. 10 DPR 633/72)
Prestazioni medico-sanitarie, didattiche private, assicurative e finanziarie: l'IVA non si applica per natura dell'operazione. Il bollo è dovuto sopra 77,47 €. Esempio classico: parcella di un medico libero professionista da 200 €.
Box C — Operazioni fuori campo IVA (art. 7-ter DPR 633/72)
Prestazioni di servizi a clienti professionali UE o extra-UE non rilevanti territorialmente in Italia. Tipico caso del consulente che fattura a una società tedesca con codice destinatario estero: in fattura compare il codice natura N2.1 e il bollo si applica.
Box D — Operazioni non imponibili (art. 8 c.1 lett. c, art. 8-bis, art. 9)
Cessioni a esportatori abituali con dichiarazione di intento (codice natura N3.5), operazioni assimilate alle esportazioni, servizi internazionali. Il bollo è dovuto. Restano fuori le esportazioni vere e proprie ex art. 8 c.1 lett. a/b, esonerate.

Bollo virtuale e cartaceo: cos'è cambiato dal 2014

Sulle fatture di carta il bollo si assolve con la marca da bollo da 2 €. Per le fatture elettroniche si paga invece in modo virtuale, con F24, come prevede il DM 17 giugno 2014.

All'inizio il versamento era annuale; il DM 28 dicembre 2018 lo ha reso trimestrale. Dal 2021 l'Agenzia delle Entrate calcola l'imposta dovuta partendo dalle fatture trasmesse allo SDI (DM 4 dicembre 2020, che attua l'art. 12-novies del DL 34/2019), con le scadenze in vigore ancora oggi: 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28 febbraio.

Come si gestiscono operativamente

Dal 2021 la gestione è quasi completamente automatizzata, ma serve sapere cosa succede sotto il cofano.

1. Indicazione in fattura (XML)

Nel tracciato XML della fattura elettronica, il blocco da compilare è <DatiBollo> dentro <DatiGeneraliDocumento>:

  • <BolloVirtuale>SI</BolloVirtuale> — flag che dichiara l'assolvimento virtuale;
  • <ImportoBollo>2.00</ImportoBollo> — importo (sempre 2 €).

Senza questo blocco lo SDI non scarta la fattura (i controlli di scarto SDI non includono il bollo), ma l'AdE rileva l'omissione in sede di calcolo trimestrale e ti contesta la differenza.

2. Riaddebito al cliente: due opzioni

a) Con riaddebito formale: una riga distinta nel corpo della fattura tipo "Bollo virtuale art. 13 DPR 642/72 — 2,00 €", fuori imponibile IVA, sommata al totale.
b) Senza riaddebito: la fattura non riporta la voce di addebito, il fornitore se ne fa carico. Soluzione spesso adottata da forfettari per fatture a privati o per clienti consolidati.

3. Diagramma del flusso F24 trimestrale

Dal 2021 l'Agenzia delle Entrate, grazie ai dati dello SDI, calcola direttamente l'importo dovuto. Il flusso è:

StepCosa succede
1. Emissione fatturaTu inserisci <BolloVirtuale>SI</BolloVirtuale> in XML
2. AdE accumulaIl SDI invia i dati a "Fatture e Corrispettivi", il sistema somma i 2 €
3. Elenchi A e BIl 15 del mese dopo il trimestre trovi nel portale l'elenco A (fatture con il bollo, non modificabile) e l'elenco B (fatture senza bollo per cui l'Agenzia lo ritiene dovuto, modificabile)
4. Verifica e integrazioneCorreggi l'elenco B entro la fine del mese dopo il trimestre (per il secondo trimestre entro il 10 settembre); poi nel portale compare l'importo dovuto. Se paghi prima, l'elenco non si può più modificare
5. F24Pagamento entro la scadenza con codice tributo trimestrale
6. QuietanzaL'AdE riceve la quietanza F24 e chiude il trimestre

F24 e codici tributo

L'imposta si versa esclusivamente per via telematica (F24 con home banking, EntratelFisconline o intermediario abilitato). I codici tributo istituiti dalla risoluzione AdE 42/E/2019 sono:

CodiceTrimestrePeriodo copertoScadenza
2521I trimestregennaio-marzo31 maggio
2522II trimestreaprile-giugno30 settembre
2523III trimestreluglio-settembre30 novembre
2524IV trimestreottobre-dicembre28 febbraio (anno successivo)

Compilazione del modello F24: sezione "Erario", codice tributo nella colonna apposita, anno di riferimento (es. 2027), importo a debito. Se servono più codici, per esempio per sanzioni (2525) e interessi (2526) del ravvedimento, si compila una riga per codice.

Soglia di 5.000 €: quando si può pagare più tardi

Se l'imposta del primo trimestre non supera 5.000 €, puoi versarla entro il 30 settembre, insieme a quella del secondo. Se primo e secondo trimestre insieme non superano 5.000 €, puoi versarli entro il 30 novembre, insieme al terzo. Il terzo e il quarto trimestre si pagano sempre alla loro scadenza. Nel modello F24 restano i codici dei trimestri di riferimento (2521 per il primo, 2522 per il secondo).

In pratica chi ha pochi bolli fa due versamenti l'anno: entro il 30 novembre per i primi tre trimestri ed entro il 28 febbraio dell'anno dopo per il quarto. In passato la soglia era di 250 €.

Scadenze del bollo nel 2027

Le date dei versamenti nel 2027, già spostate al primo giorno lavorativo quando la scadenza cade di sabato o di domenica:

Fatture emesseCodiceVersamento entro
ottobre-dicembre 20262524lunedì 1 marzo 2027 (il 28 febbraio è domenica)
gennaio-marzo 20272521lunedì 31 maggio 2027 (30 settembre o 30 novembre se resti sotto i 5.000 €)
aprile-giugno 20272522giovedì 30 settembre 2027 (30 novembre se resti sotto i 5.000 €)
luglio-settembre 20272523martedì 30 novembre 2027
ottobre-dicembre 20272524lunedì 28 febbraio 2028

Per ogni trimestre gli elenchi A e B sono nel portale dal 15 del mese successivo; le correzioni all'elenco B vanno fatte entro la fine di quel mese (per il secondo trimestre entro il 10 settembre). Fonte: guida dell'Agenzia delle Entrate «L'imposta di bollo sulle fatture elettroniche», giugno 2026.

Esempi numerici concreti

Quattro casi reali per capire l'impatto annuale.

CasoVolumiBolliTotale annuoF24 effettivi
A — Forfettario consulente50 fatture × 1.500 € medi50 × 2 €100 €2 F24: 30 novembre (primi tre trimestri) e 28 febbraio (quarto)
B — Medico libero prof.200 visite × 60 € (sotto soglia)00 €nessuno
C — Psicologa (prestazioni esenti)30 parcelle × 800 €30 × 2 €60 €2 F24: 30 novembre e 28 febbraio
D — Intermediario finanz.80 fatture × 2.000 € (esenti art. 10)80 × 2 €160 €2 F24: 30 novembre e 28 febbraio

Esempio A — Consulente forfettario

Anna è consulente HR in regime forfettario. Emette circa 50 fatture all'anno, importo medio 1.500 € (tutte sopra soglia). Tutte richiedono il bollo: 50 × 2 € = 100 € annui. Distribuiti in 4 trimestri da circa 25 € l'uno: restando sotto i 5.000 €, può versare i primi tre trimestri insieme entro il 30 novembre (circa 75 €, codici 2521, 2522 e 2523) e il quarto entro il 28 febbraio dell'anno successivo (circa 25 €, codice 2524).

Esempio B — Medico con prestazioni sotto soglia

Marco è medico di base con visite specialistiche private. Emette 200 visite all'anno a 60 € l'una (sotto la soglia di 77,47 €): nessun bollo dovuto, nemmeno se le operazioni sono esenti. Il bollo guarda al singolo documento, non al fatturato annuo.

Esempio C — Psicologa in regime ordinario

Elena è psicologa: le sue prestazioni sanitarie sono esenti da IVA (art. 10, n. 18, DPR 633/72), quindi ogni parcella sopra 77,47 € sconta il bollo: 30 parcelle × 2 € = 60 € annui. Bastano due versamenti: entro il 30 novembre per i primi tre trimestri ed entro il 28 febbraio per il quarto.

Esempio D — Intermediario finanziario

Studio di mediazione creditizia: 80 fatture esenti (art. 10 DPR 633/72) × 2 € = 160 € annui. Anche qui bastano due versamenti: entro il 30 novembre per i primi tre trimestri ed entro il 28 febbraio per il quarto.

Errori comuni

Quattro situazioni in cui i contribuenti sbagliano spesso, secondo le contestazioni AdE più frequenti:

  • Dimenticare il bollo su fattura forfettario sopra soglia. L'errore #1: il software non lo applica in automatico, l'utente non se ne accorge. L'AdE rileva l'omissione e contesta tramite avviso bonario;
  • Mettere il bollo su una fattura imponibile IVA. Sbagliato per natura: l'IVA esposta esclude il bollo. Se l'hai applicato per errore, lo perdi (non c'è recupero, è ininfluente per il versamento ma fa pagare 2 € in più al cliente);
  • Confondere la soglia di 77,47 €. Vale per il singolo documento, non per il totale annuo né per il singolo cliente. Anche due fatture da 50 € allo stesso cliente non sommano per superare la soglia: vanno valutate singolarmente;
  • Non versare entro il termine trimestrale. L'omesso versamento è sanzionato al 25% dell'imposta dovuta per le violazioni dal 1° settembre 2024 (art. 13 D.Lgs. 471/97, dal 2027 art. 38 D.Lgs. 173/2024), più gli interessi. Con il ravvedimento operoso la sanzione si riduce molto, tanto più quanto prima paghi, ma resta un costo evitabile.

Software e automazione

Su Fatturah.it il bollo virtuale è applicato automaticamente ogni volta che l'imponibile della fattura supera 77,47 € in regime forfettario, esente o non imponibile. Generiamo l'XML con i tag <BolloVirtuale> e <ImportoBollo> già compilati, riportiamo la riga di riaddebito al cliente (configurabile) e nel dashboard vedi in tempo reale quanto stai accumulando trimestre per trimestre: niente sorprese al momento dell'F24.

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Fatturah è fatto da Quadra, studio di commercialisti dal 2010.

Domande frequenti

Il bollo è obbligatorio anche se il cliente è privato?

Sì. La regola guarda all'operazione (presenza/assenza di IVA esposta) e all'imponibile (sopra 77,47 €), non alla qualifica del destinatario. Le fatture a privati in regime forfettario richiedono bollo esattamente come quelle B2B, se sopra soglia.

Cosa succede se dimentico di mettere il bollo in fattura?

Di solito l'Agenzia delle Entrate se ne accorge da sola e mette la fattura nell'elenco B: se confermi e paghi entro la scadenza, non ci sono sanzioni. Se invece non paghi, l'Agenzia ti manda una comunicazione con l'imposta, gli interessi e la sanzione per omesso versamento (il 25% dal 1° settembre 2024), ridotta a un terzo se paghi entro 30 giorni. Prima della comunicazione puoi rimediare da solo con il ravvedimento operoso (codici 2525 per la sanzione e 2526 per gli interessi).

Posso dedurre il bollo come spesa?

Per i contribuenti in regime ordinario il bollo non riaddebitato è una spesa deducibile come imposta di registro/bollo. Per i forfettari non rileva: il regime sostitutivo non ammette deduzione di costi specifici. Se invece il bollo è riaddebitato al cliente è solo una partita di giro (entra dal cliente, esce verso l'erario).

Il bollo si applica alle note di credito?

Sì, con la stessa logica della fattura originaria. Se la nota di credito storna un'operazione esente, fuori campo o non imponibile sopra 77,47 €, scatta il bollo da 2 €. Anche qui va inserito il blocco <DatiBollo> nell'XML con BolloVirtuale=SI e ImportoBollo=2.00.

Cosa cambia per i forfettari nel 2027?

Ad oggi nulla per il bollo: la soglia resta 77,47 € e l'importo 2 €, con le stesse scadenze trimestrali. Dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari, anche sotto i 25.000 € di ricavi, emettono fattura elettronica: per questo il bollo si paga con F24 come per tutti gli altri.

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