Hai inviato la fattura, hai aspettato la conferma di consegna e invece ti è arrivata una Notifica di Scarto (NS) con un codice numerico tipo 00400 o 00404. Niente panico: lo scarto SDI non è una sanzione, è un controllo automatico che ha trovato qualcosa che non torna nel file XML. La fattura non è mai arrivata al cliente, è considerata fiscalmente non emessa e hai 5 giorni per correggerla e rimandarla con la stessa numerazione. Questa guida ti elenca tutti i codici di scarto piu frequenti, la causa esatta e la soluzione operativa.
Cosa significa "fattura scartata"
Bisogna distinguere due situazioni che spesso vengono confuse:
- Scarto SDI (Notifica di Scarto, NS): il Sistema di Interscambio rifiuta il file XML perche non passa i controlli formali o di contenuto. La fattura non e mai stata emessa dal punto di vista fiscale.
- Mancata consegna (Notifica di Mancata Consegna): il file XML era valido, lo SDI lo ha accettato ma non e riuscito a recapitarlo al destinatario (es. PEC piena, codice destinatario non attivo). In questo caso la fattura e emessa: il documento viene reso disponibile nell'area riservata di Fatture e Corrispettivi.
Lo scarto comporta un obbligo preciso: ai sensi del Provvedimento Agenzia Entrate 30 aprile 2018 e del DPR 633/1972 art. 21, hai 5 giorni dalla ricezione della NS per ritrasmettere il documento corretto, mantenendo la stessa data e lo stesso numero. Oltre questa finestra dovrai numerare ex novo, con potenziali implicazioni sulla progressione dei numeri di fattura.
Tabella riassuntiva dei codici di scarto piu frequenti
I codici sono normati nelle Specifiche tecniche FatturaPA pubblicate dall'Agenzia delle Entrate. Ecco i piu comuni che vedrai nella tua dashboard:
| Codice | Descrizione | Livello | Severita |
|---|---|---|---|
00102 | Mittente non identificato | Formale | Alta |
00200 | File NON CONFORME al formato | Formale | Alta |
00301 | P.IVA cedente non valida (formato) | Formale | Alta |
00305 | P.IVA cedente cessata | Contenuto | Alta |
00306 | Codice fiscale cliente non valido | Contenuto | Media |
00400 | Calcolo dell'imposta non valido | Contenuto | Alta |
00401 | P.IVA cliente non valida (formato) | Formale | Media |
00404 | Codice destinatario non esistente | Contenuto | Alta |
00409 | Numero documento gia trasmesso | Contenuto | Media |
00427 | Data documento non valida | Contenuto | Media |
00432 | CIG/CUP non valorizzati (PA) | Contenuto | Alta |
00471 | Codice destinatario errato per PA | Contenuto | Alta |
Errori formali (struttura XML)
Sono errori che riguardano la struttura del file: il nome, la firma, il formato. Di solito li causa il software, raramente l'utente.
Causa: l'identificativo del soggetto trasmittente (campo
IdTrasmittente) non corrisponde a un intermediario accreditato presso lo SDI o non e abilitato alla trasmissione per quel cedente.Soluzione: verifica nel software che il codice fiscale/P.IVA del trasmittente sia corretto. Se usi un intermediario (commercialista, software house), assicurati che la delega all'invio sia stata registrata nell'area Fatture e Corrispettivi.
Esempio: trasmittente con codice fiscale errato per un carattere → SDI non riconosce il soggetto.
Causa: il file XML non rispetta lo schema XSD ufficiale (es. tag mancanti, ordine errato, valori fuori dominio). E un errore tecnico, non di contenuto.
Soluzione: aggiorna il software di fatturazione, oppure passa il file al validatore XSD ufficiale per individuare il tag esatto che genera il problema.
Esempio: tag
<DataDocumento> assente nel blocco <DatiGeneraliDocumento>.
Causa: la partita IVA del cedente/prestatore non rispetta il formato a 11 cifre o contiene caratteri non numerici.
Soluzione: rimuovi spazi, prefisso "IT" e caratteri speciali. Controlla che la P.IVA sia esattamente quella associata al tuo profilo fiscale.
Esempio:
IT 12345678901 → corretto in 12345678901.
Causa: la P.IVA risulta chiusa nell'Anagrafe Tributaria alla data della fattura. Capita dopo cessazioni mai comunicate o riattivazioni non registrate.
Soluzione: verifica lo stato della P.IVA sul sito dell'Agenzia delle Entrate (servizio "Verifica P.IVA"). Se la P.IVA e attiva, contatta l'ufficio territoriale: potrebbe essere un disallineamento di banca dati.
Esempio: P.IVA chiusa nel 2024 ma usata per fatturare nel 2026 → scarto sistematico.
Causa: il codice fiscale del cessionario/committente (privato consumatore) non passa l'algoritmo di controllo (lunghezza errata, carattere di controllo sbagliato).
Soluzione: chiedi al cliente di verificare il codice fiscale sulla tessera sanitaria. Per le persone fisiche valida i 16 caratteri alfanumerici; per gli enti i 11 numerici.
Esempio:
RSSMRA85M01H501Z con "Z" finale errata anziche "U".
Errori di numerazione, calcoli e date
Qui i problemi sono tipicamente di contenuto: importi che non quadrano, date incoerenti, numerazioni duplicate.
Causa: la somma degli imponibili per aliquota non corrisponde alla somma calcolata sulle righe, oppure l'imposta totale non quadra con imponibile per aliquota. Errori di arrotondamento sul singolo rigo si propagano sul totale.
Soluzione: ricalcola riga per riga: imponibile = quantita x prezzo unitario - sconto. Per ogni aliquota, somma imponibili e applica IVA. Tutti i valori a 2 decimali con arrotondamento standard.
Esempio: 3 righe da 33,33 EUR → somma 99,99 EUR ma riepilogo riporta 100,00 EUR → scarto.
Causa: la P.IVA del cessionario/committente non e a 11 cifre numeriche o contiene caratteri non ammessi.
Soluzione: chiedi al cliente di rimandarti la P.IVA via email (evita la trascrizione a voce). Per partite IVA UE controlla su VIES (ec.europa.eu/taxation_customs/vies).
Esempio: P.IVA con 10 cifre per un refuso di battitura.
Causa: il codice destinatario a 7 caratteri non e registrato presso lo SDI o e stato dismesso.
Soluzione: chiedi al cliente il codice aggiornato. Se non lo conosce, usa
0000000 e valorizza la PECDestinatario. Per la PA usa il codice IPA a 6 caratteri.Esempio: cliente cambia provider di fatturazione e dimentica di aggiornarti il codice.
Causa: lo SDI ha gia ricevuto e accettato una fattura con stesso numero, data e cedente. E un duplicato.
Soluzione: controlla in dashboard se la fattura risulta gia "consegnata" o "non recapitata". Se si, non rinviare. Se la fattura precedente era stata scartata, puoi riemettere con stesso numero entro 5 giorni.
Esempio: doppio click su "Invia" che genera due trasmissioni a distanza di pochi secondi.
Causa: la
DataDocumento e successiva alla data di trasmissione, e antecedente di oltre un anno, oppure la sequenza temporale dei numeri non e coerente.Soluzione: verifica l'orologio del PC e del software. La data della fattura non puo mai essere nel futuro rispetto al momento dell'invio.
Esempio: fattura datata 31/05/2026 inviata il 04/05/2026 per un errore di battitura.
Errori specifici per la PA
Se fatturi a un ente pubblico (formato FPA12), valgono regole aggiuntive previste dal DM 55/2013 e dalle linee guida AgID. Approfondisci nella nostra guida sulla fattura PA.
Causa: la fattura verso PA non riporta il CIG (Codice Identificativo Gara) o il CUP (Codice Unico di Progetto) quando obbligatori per legge (Tracciabilita dei flussi finanziari, L. 136/2010).
Soluzione: chiedi alla stazione appaltante CIG e CUP e inseriscili nel blocco XML
<DatiOrdineAcquisto> o <DatiContratto>.Esempio: appalto da 12.000 EUR senza CIG → scarto automatico.
Causa: hai usato il formato FPR12 (privati) per un ente in IPA, oppure hai messo un codice a 7 caratteri invece dei 6 richiesti per la PA.
Soluzione: verifica il codice ufficio sull'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (indicepa.gov.it) e cambia il formato in FPA12. Un buon software lo fa in automatico.
Esempio: Comune con codice IPA
UFXXXX a cui invii fattura con codice 0000000.
Cosa fare quando ricevi una Notifica di Scarto
Il flusso operativo per gestire correttamente uno scarto SDI e questo:
- Apri il file XML della Notifica di Scarto: arriva via PEC o nell'area Fatture e Corrispettivi. Il file ha estensione
.xmle contiene il blocco<ListaErrori>con uno o piu codici. - Identifica il codice: confrontalo con la tabella di questa guida o con le specifiche tecniche AdE. Se ce ne sono piu di uno, risolvili tutti: lo SDI segnala solo il primo, ma anche gli altri causerebbero scarto.
- Correggi il file originale: agisci sul software o sull'XML, non creare una nuova fattura da zero.
- Mantieni stessa data e stesso numero: il Provv. AdE 30/04/2018 consente la riemissione fino a 5 giorni dalla data della NS senza dover usare un nuovo progressivo.
- Ritrasmetti: il software invia il nuovo XML con un nome file aggiornato (il progressivo invio cambia, il numero fattura no).
- Conserva entrambe le ricevute: la NS della fattura scartata e la nuova ricevuta di consegna. Servono in caso di verifica fiscale per dimostrare il rispetto dei termini.
"La fattura elettronica per la quale il Sistema di Interscambio abbia recapitato al soggetto trasmittente una ricevuta di scarto si considera non emessa." — Provvedimento Agenzia Entrate 30 aprile 2018, par. 2.4.
Errori meno comuni ma critici
Oltre ai codici principali, ne esistono alcuni piu rari che vale la pena conoscere:
00415— Natura non presente a fronte di aliquota IVA pari a zero. Usa il codice Natura corretto (N1...N7) per regime forfettario, esenzioni, reverse charge.00417— P.IVA e CF cliente entrambi non valorizzati. Almeno uno dei due deve essere presente.00422— Numero linea non univoco all'interno della fattura.00423— Valore diPrezzoTotalenon coerente con quantita x prezzo unitario - sconti.00428— Cedente coincidente con cessionario (la stessa P.IVA come emittente e cliente).00429— Natura con codice genericoN2,N3,N6non piu accettato dal 2021: usa i sottocodici (es.N2.1,N3.5,N6.3).
Strumenti per evitare lo scarto
La soluzione piu efficace e validare il file prima di inviarlo. Abbiamo costruito due strumenti gratuiti per questo:
- Validatore XML — controlla struttura, calcoli e coerenza dei campi.
- Validatore XSD ufficiale — verifica la conformita allo schema dell'Agenzia delle Entrate.
- Visualizzatore fattura — rende leggibile il file XML in formato umano per il controllo finale.
Se preferisci automatizzare tutto, su Fatturah validiamo automaticamente la fattura prima dell'invio: gli errori piu comuni vengono bloccati a monte e non arrivano nemmeno allo SDI. Provalo gratis →
Gli errori di scarto più comuni, codice per codice
Ogni notifica di scarto riporta un codice numerico. Qui sotto trovi i più frequenti, con la causa e la correzione. Prima di reinviare, controlla la fattura con il validatore gratuito per non rischiare un secondo scarto.
Errore 00001 — Nome file non valido
Il nome del file XML non rispetta la nomenclatura richiesta (es. IT01234567890_00001.xml: codice paese + identificativo del trasmittente + progressivo). Rinomina il file secondo lo standard e reinvia.
Errore 00002 — Nome file duplicato
Hai già inviato un file con lo stesso nome. Incrementa il progressivo nel nome del file e reinvia.
Errore 00200 — File non conforme al formato
L'XML è malformato o non rispetta lo schema: tag non chiusi, elementi fuori ordine, namespace errato. È l'errore più generico e più comune. Passa il file nel validatore XSD ufficiale: ti indica la riga esatta del problema.
Errore 00201 — Superato il numero massimo di errori
Il file contiene più di 50 errori: lo SDI smette di elencarli. In genere indica un file generato male all'origine — conviene rigenerarlo da capo con un software affidabile piuttosto che correggere a mano.
Errore 00305 — IdFiscaleIVA del cliente non valido
La partita IVA del cessionario (il tuo cliente) non esiste in Anagrafe Tributaria. Verifica il numero con lo strumento di verifica P.IVA e chiedi conferma al cliente.
Errore 00311 — Codice destinatario non valido
Il codice destinatario indicato non esiste. Controlla di averlo trascritto bene (7 caratteri per B2B, 6 per la PA): puoi verificarne il formato qui. In mancanza di codice, usa 0000000 e valorizza la PEC.
Errore 00312 — Codice destinatario non attivo
Il codice esiste ma il canale non è attivo. Chiedi al cliente il codice aggiornato oppure usa 0000000 con la sua PEC.
Errore 00400 — Natura assente con aliquota zero
Hai indicato aliquota IVA 0% senza specificare la Natura dell'operazione (N1–N7). Tipico dei forfettari che dimenticano N2.2. Aggiungi il codice natura corretto in ogni riga e nel riepilogo.
Errore 00401 — Natura presente con aliquota diversa da zero
L'opposto del precedente: hai valorizzato la Natura ma anche un'aliquota IVA maggiore di zero. I due campi si escludono: o l'operazione è imponibile (aliquota > 0, niente natura) o non lo è (aliquota 0 + natura).
Errore 00404 — Fattura duplicata
Esiste già una fattura con stesso cedente, anno e numero. Se è un reinvio dopo scarto, va bene ritrasmettere lo stesso numero solo se la precedente è stata scartata; altrimenti usa il numero progressivo successivo.
Errore 00417 — Manca P.IVA o codice fiscale del cliente
Almeno uno tra IdFiscaleIVA e CodiceFiscale del cessionario deve essere presente. Per i privati senza partita IVA indica il codice fiscale.
Errore 00421 — Imposta non coerente
Il valore dell'imposta non corrisponde ad aliquota × imponibile (tolleranza di un centesimo). Quasi sempre è un arrotondamento fatto riga per riga invece che sul totale. Ricalcola l'imposta sul riepilogo.
Errore 00422 — Imponibile non coerente con le righe
L'ImponibileImporto del riepilogo non corrisponde alla somma dei PrezzoTotale delle righe con la stessa aliquota. Controlla sconti e arrotondamenti riga per riga.
Errore 00423 — Prezzo totale non coerente
Il PrezzoTotale di una riga non corrisponde a prezzo unitario × quantità (al netto di sconti/maggiorazioni indicati). Ricontrolla la riga segnalata.
Errore 00424 — Aliquota non in percentuale
L'aliquota va espressa in termini percentuali: 22.00, non 0.22.
Errore 00425 — Numero fattura senza cifre
Il numero fattura deve contenere almeno un carattere numerico: «FATT-A» viene scartata, «FATT-1/A» no.
Errore 00427 — Codice destinatario incoerente con il formato
Hai usato un codice destinatario di 7 caratteri con formato trasmissione FPA12 (riservato alla PA, che usa codici di 6 caratteri), o viceversa un codice di 6 caratteri con FPR12. Allinea FormatoTrasmissione e codice: B2B/B2C → FPR12 + 7 caratteri; PA → FPA12 + 6 caratteri.
Errore 00428 — Formato trasmissione incoerente
Il valore di FormatoTrasmissione non coincide con l'attributo versione dell'elemento radice. Devono essere identici (entrambi FPR12 o entrambi FPA12).
Non trovi il tuo codice? I codici di scarto sono decine: se la notifica riporta un errore diverso, valida il file contro lo schema ufficiale — nella maggior parte dei casi l'esito ti porta dritto alla causa.